Venerdì 16 giugno 2017

Un fiore gigante fatto di pannelli solari che si muove seguendo lo spostamento del sole e accumulando il suo calore.  Un mulino che cattura il soffio del vento.  Un gruppo di batterie in cui vengono immagazzinati luce e vento, convertiti in energia. È la “Micro-Smart-Grid”, una rete energetica intelligente. Una soluzione innovativa per essere indipendenti dalla rete pubblica attraverso una propria rete che utilizza fonti rinnovabili.

Questo piccolo gioiello sarà presentato a REbuild 2017. Chiunque ne potrà ammirare il funzionamento e coglierne gli effetti. L’energia ricavata dal sole e dal vento e accumulata durante il giorno verrà utilizzata, infatti, al tramonto del sole per alimentare il Palazzo dei Congressi e illuminare il lungo lago del centro di Riva del Garda.

La Microgrid permette di avere una propria rete, in grado di sfruttare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, immagazzinarla e renderla disponibile alle utenze interne, interagendo sia con le stesse che con la rete pubblica. È un sistema che consente ad un’azienda o ad un grande edificio, come per esempio un ospedale, un ristorante o un centro commerciale, di essere energeticamente autonome.

L’autoproduzione e distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili è un’opportunità anche per l’Italia, ma perché diventi un sistema diffuso è necessario un cambio legislativo. “A livello europeo il pacchetto energia, che è stato lanciato a fine 2016, prevede un ruolo centrale per i “Prosumer”, ovvero colui che è allo stesso tempo produttore e consumatore – ci ha detto Gianni Silvestrini, presidente di Green Building Council Italia e direttore scientifico del Kyoto Club – mentre dal punto di vista italiano c’è una necessità di adeguamento della normativa che non consente oggi lo scambio di energie”. L’Autorità dell’Energia dovrebbe, in sostanza, stendere delle regole che consentano questo tipo di operazione. “Un primo passaggio c’è stato con un provvedimento dell’Autorità che, in via sperimentale, consente alcune applicazioni, ma solo dopo il 2020 tutto questo sarà fattibile anche nel nostro Paese”.

“Questo futuro sarà già presente in forma dimostrativa a REbuild con una rete intelligente di energia che è composta di una parte esterna di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, fotovoltaico, eolico e biomassa, e da una parte interna, ossia un sistema centrale dove l’energia viene convertita e accumulata. All’interno dell’edificio una serie di sensori permettono di ottenere dati dall’ambiente, per esempio temperatura e/o inquinamento elettromagnetico, in modo da agire sullo stesso per preservare e garantire il benessere abitativo”, ha puntualizzato Davide Tinazzi, titolare di Energy S.r.l azienda insediata in Progetto Manifattura, responsabile tecnico del progetto ideato da REbuild chee ha coinvolto Art srl per l’impianto fotovoltaico (Smartflower), Italsol per l’impianto eolico, Manni Energy per le cablature il supporto all'engineering dell'intero progetto e l'installazione, Viessmann Nuove Energie per i pannelli fotovoltaici, UpSense per la sensoristica, DataBoom per il software gestione dati (risparmi/consumi), SOLIDpower con il suo micro-cogeneratore a fuel cell.

Il sistema può rende autonomi interi edifici o quartieri, ma qualora fosse necessaria più energia è sempre possibile ottenerla in maniera tradizionale dalla rete pubblica. Interazione possibile, dunque, con la rete, ma non solo. Quando c’è un surplus di energia anziché deviarla verso la rete pubblica, potrebbe essere utilizzata, per esempio, per attivare una pompa di calore che può scaldare l’acqua sanitaria per la doccia serale, trasformando l’energia elettrica in termica.

La Microgrid che sarà in funzione a Riva del Garda permetterà di mostrare ai visitatori “che cos’è” e “com’è composta” e servirà anche a dimostrare come lo stato della tecnologia, oggi, permetta di avere, a costi sostenibili e convenienti, un’autonomia energetica sfruttando le fonti rinnovabili.

Alessandro Cattaneo, presidente della Fondazione Patrimonio Comune dell’ANCI e di Federimmobiliare, ha posto l’accento sul fatto che tutte evoluzioni tecnologiche per il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale hanno una enorme incidenza  soprattutto sullo sviluppo immobiliare. “Questi fattori costituiscono oggi la principale leva per investire sul rinnovamento urbano. Sommando infatti i benefici del risparmio con gli incentivi oggi disponibili sia a livello comunitario che a livello nazionale è concretamente possibile costruire piani economico finanziari che reggono anche investimenti di una certa consistenza, riferibili anche ad ambiti urbani complessi e che quindi travalicano i confini del singolo edificio. A questi deve essere tuttavia affiancata una adeguata innovazione amministrativa che contempli soprattutto forme produttive di allocazione delle risorse per evitare di alterare il mercato e puntare a sortire effetti positivi di lunga lena”. I comuni italiani sono sempre più sensibili e interessati al tema della rigenerazione urbana e sempre più informati e alla ricerca di opportunità sul tema efficienza energetica – ha concluso Alessandro Cattaneo, presidente Federimmobiliare. La strada è segnata. La sfida continua a essere innanzitutto culturale, ma anche e soprattutto il rapporto pubblico/privato farà la differenza”.

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