Giovedì 14 marzo 2019

L’evoluzione in atto servirà a dare un nuovo volto alle città, partendo dai quartieri: ripensandoli, anche grazie alle nuove tecnologie, come luoghi interconnessi; riqualificandoli con processi costruttivi sostenibili, perciò convenienti nei costi, nei tempi, nella qualità dei risultati; restituendo immobili consolidati dal punto di vista sismico e con costi di manutenzione e consumi energetici ridotti.

Una sfida per il settore su cui REbuild sta spingendo da anni. Una sfida che impone una trasformazione dell’edilizia, anche per far risalire la curva della produttività; un mutamento che richiede un cambio di paradigma e ha come asse portante la digitalizzazione dei processi, per facilitare e rendere più efficiente sia l’infrastruttura di processo (BIM, IoT) che la comunicazione  e il coordinamento operativo tra i diversi attori (digital workflow).

Un cambiamento che deve essere anche sostenibile e dunque low-carbon: in Italia per rispettare gli accordi di Parigi dobbiamo ridurre del 90% l’emissione di tutto che é stato costruito in soli 30 anni.

La politica guarda a tutto questo con rinnovato interesse, avendo una forte necessità di mettere mano alle periferie per recuperarne la dimensione non solo abitativa, ma anche sociale.

Interesse crescente altresì del mondo del real estate che deve rispondere alle mutate esigenze del mercato che si sta orientando verso abitazioni in affitto a valori sostenibili. Il “build-to-rent” è la formula immobiliare, mutuata da una vasta esperienza internazionale, che si configura come grande opportunità in questo momento. Un’occasione non solo per gli investitori immobiliari, ma anche per le costruzioni: arriverà una nuova domanda attenta sia ai costi di costruzione che ai parametri tipici della qualità edilizia per l’intero ciclo di vita del prodotto immobiliare, ossia performance energetiche, durabilità, costi di manutenzione, flessibilità degli spazi e qualità architettonica. Aspetti che cambieranno il dialogo tra mondo dei costruttori e del real estate e nel quale l’edilizia off-site troverà una collocazione significativa.

Partendo da queste premesse la nuova edizione della Call for Speaker di REbuild punta a far emergere l’evoluzione in atto, ricercando casi ed esperienze che pongano in relazione i processi di trasformazione dell’ambiente fisico con le tecnologie emergenti dell’informazione e del digitale.

Per candidarsi alla Call for Speaker c’è tempo fino al 21 aprile: www.rebuilditalia.it/it/call-for-speakers/

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