9L’INTEGRAZIONE DI STRUMENTI DIGITALI AIUTA NON SOLO LO SVILUPPO DI SINGOLI PROGETTI, MA ANCHE LA PIANIFICAZIONE E LA GESTIONE DELLE CITTÀ. ATTRAVERSO L’ANALISI DEL LAVORO PORTATO AVANTI DALLA FONDAZIONE KESSLER CON IL COMUNE DI BOLOGNA NASCE UN NUOVO MODELLO DI CITTÀ INTELLIGENTE
Un modello virtuale e informatico di un sistema fisico che è progettato per rifletterne in modo fedele tutte le caratteristiche, i processi, le relazioni e serve a prevederne i comportamenti, migliorando le prestazioni e limitando gli errori. Si chiama “gemello digitale” e rappresenta un’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. Se applicato alla città, rappresenta un’evoluzione importante della smart city. Si tratta di un’importante opportunità per governare sia gli aspetti economici del territorio sia la vita quotidiana dei cittadini, seguendo oltretutto in modo dinamico e in tempo reale le trasformazioni di un territorio. «In Italia, Bologna è la prima città ad avviarne lo sviluppo a livello sistemico. E a sostenere la progettazione delle piattaforme per altre città, Napoli e Milano in prima fila. L’obiettivo – spiega Marika Milani, Capo Dipartimento Urbanistica Casa Ambiente e Patrimonio, Comune di Bologna – è quello di migliorare la mobilità e raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, come previsto dalla Missione europea alla quale la città aderisce». A spiegare a REbuild le opportunità che si stanno aprendo a partire dal capoluogo dell’Emilia-Romagna, sul palco moderato da Andrea Dari, Editore, Ingenio, si sono susseguiti diversi interventi. «Il gemello digitale è innanzitutto un progetto civico – spiega Raffaele Laudani, Assessore Urbanistica, Comune di Bologna –, che ha reso la città a tutti gli effetti un laboratorio di ricerca, in collaborazione con Cineca, l’Università di Bologna e la Fondazione Bruno Kessler». Sulla falsariga di ciò che stanno sviluppando anche altre città europee – in primis Barcellona, esempio per un modello fondato sull’analisi e l’incrocio di moltissimi dati reali – la tecnologia del digital twin permette una progettazione virtuale preliminare capace di delineare un modello che è più vicino di qualsiasi altro al mondo reale e dinamico, combinando informazioni reperite da molteplici fonti, per simulare e valutare l’impatto degli interventi in virtuale, prima di realizzarli nel tessuto urbano. «Testando, per esempio – come illustra Marco Pistore, Direttore Centro Digital Society FBK - Fondazione Bruno Kessler – gli effetti sull’ambiente e sulla popolazione dei cambiamenti nella viabilità, nella gestione energetica e nell’installazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile». La città non comprende solo le infrastrutture. Le città sono anche i processi, gli interventi normativi e organizzativi e, soprattutto, le persone. Il digital twin nasce per integrare tra loro tutti questi aspetti. Rappresenterà, ad esempio, un grande salto di qualità nella gestione di cantieri di grande portata. Il modello è pensato, inoltre, per mappare l’intero patrimonio immobiliare, catalogando le caratteristiche di ogni edificio, così da trovare un punto di equilibrio tra le tutele e i vincoli storico-architettonici e paesaggistici e gli interventi di efficientamento energetico. In questo modo sarà possibile comprendere la portata degli interventi su più scale, dall’installazione dei pannelli fotovoltaici nel centro storico all’isolamento delle abitazioni e degli immobili pubblici, per unire e concretizzare i lavori più efficaci e virtuosi per le città.

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Relatori

Andrea Dari Editore, Ingenio

Marco Pistore Direttore del Centro Digital Society, Fondazione Bruno Kessler FBK

Marika Milani Direttrice del Dipartimento Urbanistica, Casa, Ambiente, Comune di Bologna

Raffaele Laudani Assessore Urbanistica ed edilizia privata, patrimonio, progetto "Città della conoscenza e memoria democratica", Comune di Bologna












































































