CRESCE IN ITALIA L’OFFERTA DI IMPRESE E START-UP CHE USANO LA TECNOLOGIA PER VALORIZZARE GLI IMMOBILI
La parola chiave è ibridazione. Di funzioni, ma anche di tecnologie. Per creare un nuovo valore, grazie alla capacità di intercettare e rispondere a bisogni che non trovano, in altro modo, una soddisfazione efficace. Parliamo del cosiddetto Proptech, una nuova modalità di gestione degli spazi fisici che, sfruttando tutte le potenzialità messe a disposizione dall’innovazione digitale, sta facendo scuola in Italia così come in ambito internazionale. Nato nel 2014 nel Regno Unito, il termine Proptech (che deriva dalla crasi delle parole “property” e “technology”) indica soluzioni, tecnologie e strumenti per l’innovazione dei processi, dei prodotti, dei servizi e del mercato nel real estate. Il campo di azione è vastissimo: le possibilità di applicazione vanno dall’accompagnamento alla progettazione alla realizzazione e quindi alla gestione di una struttura. Siamo davanti a un complesso di tecnologie che ha l’obiettivo di facilitare e promuovere l’integrazione dei servizi immobiliari e di costruzione lungo tutta la filiera, supportando professionisti e consulenze in materia di pianificazione, progettazione, site management e direzione lavori (gestione del progetto, controllo dei costi, rilievi quantitativi e altro), nonché monitoraggio ambientale e strutturale del costruito. Un fenomeno in espansione, che è trainato soprattutto dal fiorire di startup e società ad alto contenuto di innovazione. A parlare sono i numeri. Come illustrato da Stefano Bellintani – Professore associato del Politecnico di Milano –, «in Italia nel 2018 le iniziative di Proptech mappate dall’Italian PropTech Network, piattaforma dove il sapere accademico del Politecnico di Milano incontra le aziende del settore del real estate presenti sul territorio italiano, erano 43. Oggi, dai dati dell’ultimo Monitor, sono oltre 270 con un +33% dal 2021 al 2022 tra servizi professionali, nuove tecnologie applicate al Real Estate, sharing economy». Il 48% di queste realtà è nato negli ultimi cinque anni e nel 70% si tratta di Millenials, che però si affacciano al mercato non con progetti naif e poco strutturati, ma con solidi business plan e strategie di sviluppo. «La filiera del Real Estate – ha spiegato il professor Andrea Ciaramella del Politecnico di Milano nel corso dell’ultima edizione di REbuild – si è accorta prima di questo tumultuoso mondo della digitalizzazione dei servizi, mentre il mondo delle costruzioni appare ancora indietro. Ma è destinato ad accelerare: siamo infatti davanti ad un mondo che richiede professionalità diverse e c’è già chi si sta adattando acquistando un vantaggio competitivo sugli altri» – ha ricordato Alessandro Valsecchi, Ingegnere edile, Edilizia Valsecchi Srl (ANCE), che ha anche portato sul palco di REbuild la voce delle imprese su questo tema.

SUL PALCO MODERATO DA SILVIA LEONCINI (RESEARCH FELLOW DIP. ABC, POLITECNICO DI MILANO), SI SONO SUSSEGUITE LE TESTIMONIANZE DI 5 PROPTECH APPARTENENTI A 5 DIFFERENTI CLUSTER, INSERITE NELLA CLASSIFICAZIONE DELLE PROPTECH IN ITALIA.
Crowfounding per l’investimento immobiliare
L’azienda, nata nel 2017 come piattaforma di equity crowdfunding, si occupa della fase degli investimenti nel mercato immobiliare. Come ha spiegato Andrea Gentilini – Head of Real Estate, Walliance SpA –, la piattaforma si pone nel mercato del real estate per rispondere alla duplice domanda di operatori immobiliari e di potenziali investitori, cercando di superare le barriere d’ingresso di tipo economico e di conoscenza d’investimento nel settore immobiliare.
Integrare le tecnologie digitali per la costruzione degli immobili
Portare in Italia le migliori tecnologie sviluppate a livello globale nella fase di costruzione dell’immobile: questo l’obiettivo dell’azienda, che si occupa della pianificazione, della progettazione, della gestione del cantiere e del monitoraggio ambientale degli immobili. Dalle parole di Andrea Lazzarich – Key Account Manager Vertical Construction, Real Estate, Spektra – è chiaro come la chiave sia la digitalizzazione del processo di costruzione, finalizzata alla raccolta di dati che permettono di creare un cantiere digitale sempre aggiornato e consultabile. Le tecnologie ConTech, tra cui rientrano il BIM, il Digital Twin, la stampa 3D e la robotica, hanno ruolo di primo piano in tale contesto.
Verso un Digital Asset per il monitoraggio del patrimonio
BIM e Digital Twin: due tecnologie contemporanee, ma non sinonimi. La differenza tra queste due realtà – la prima, statica e la seconda, dinamica – è stata ben esposta da Andrea Agostini, CEO & Founder di Ekore, azienda che ha creato una piattaforma che sviluppa il Digital Twin integrando i dati all’asset fisico di partenza, per creare un digital asset dinamico che permetta di monitorare l’edificio, con obiettivi finali di migliore gestione degli impianti (tra l’altro di risparmio energetico), nonché di migliore gestione della manutenzione e dei dati.
Gestire in modo flessibile la risorsa immobiliare grazie alle tecnologie digitali
Il tema del procurement di spazi a uso ufficio è spesso molto problematico, a causa di contratti di locazione poco flessibili e che male si adattano alle aspirazioni di crescita delle aziende. La startup presentata da Alberto Nicòtina – CEO & Founder, Hopp.team – ha creato Hopp, piattaforma B2B responsabile della creazione di un marketplace in cui l’ufficio diventa un servizio. Parole chiave: flessibilità nell’uso delle risorse ed empowerment dei dipendenti, seguendo le loro esigenze specifiche.
Il marketing immobiliare evoluto grazie al Data Analytics
La società presentata da Emilio Zunino – Co-founder & Managing Partner, Maiora Solutions-Epona – è formata da esperti di data analytics e sviluppo software per analisi predittive, in ambito di pricing dei nuovi prodotti immobiliari prima che in ambito Proptech. Le analisi permettono di quantificare il premium price derivato dall’aumento di classe energetica sugli interventi di efficientamento energetico; basti pensare, ad esempio, che nella città di Milano tra un edificio in classe G e uno in classe A c’è uno scostamento del 21% sul valore dell’appartamento e, quindi, sul prezzo di vendita.







































































