Mercoledì 10 maggio 2023

Efficientamento immobiliare e decarbonizzazione del costruito sono i temi che hanno aperto e accompagnato i partecipanti nella giornata di mercoledì 10 maggio. 

Si è parlato di nuovi software predittivi che, applicati su scala più ampia, saranno in grado di governare la transizione di intere città: è il caso del ‘Gemello Digitale’ sviluppato dal Comune di Bologna - insieme a Cineca, l’Università di Bologna e alla Fondazione Bruno Kessler - per rendere la città più vivibile, sostenibile e inclusiva.

Tecnologie innovative che si accompagnano a parole d’ordine ancora non comuni: come il Proptech, ossia il panorama di soluzioni digitali che stanno rivoluzionando diversi ambiti (compravendite, analisi del rischio, gestione spazi e asset, finanziamenti, crowdfunding, ecc.) di un Real Estate concentrato sino a oggi sul mattone, ma che sta prendendo sempre più consapevolezza di un mondo fatto di soggetti che propongono modalità per gestire i dati che arrivano prima, durante e dopo l'attività edilizia.

Nuove tecnologie di gestione di dati e processi accompagnano anche l’evoluzione dei cantieri e, di pari passo, conducono a metodologie di lavoro e lavorazione sempre più efficaci, precise e sostenibili anche al di fuori dell’ambiente cantieristico. È l’off-site, tema nell’agenda di REbuild da molti anni che, edizione dopo edizione, si è arricchito di dettagli, esperienze, nuove frontiere di esplorazione e applicazione.

Se ne è parlato da due declinazioni: l’una dedicata al legno, che proprio nel Trentino trova nell’industria evoluta una delle frontiere più interessanti a livello internazionale; l’altra ha affrontato alcune delle applicazioni internazionali di successo di questo approccio, che permette costruzioni più rapide, efficienti e dai costi certi e che, in taluni casi, rientrano addirittura in precise strategie industriali governative.

Importanti i dati emersi nel corso dell’evento. Di 12milioni e 200mila edifici residenziali in Italia, 3milioni e 160mila sono stati realizzati prima del 1945 (Istat). Di questi, quasi 230mila sono immobili sottoposti a vincolo, e quindi esclusi dagli obiettivi di efficientemente energetico indicati dall’Europa. Tutti gli altri dovranno rispondere ai goal fissati dalla Direttiva europea sulle ‘case green’.

Il panorama, fragile, del patrimonio immobiliare italiano è composto per il 20%ca da edifici pre-1945, per il 31%ca da edifici costruiti nell’arco 1945-1969, per il 17,5%ca da quelli realizzati tra il 1970 e il 1979, per quasi il 13% da immobili sorti tra il 1980 e il 1989. Realizzati tra il 1990 e il 1999 sono quasi l’8% e non arrivano all’11% quelli innalzati dopo il 2000 (fonte: The European House – Ambrosetti).

Se a livello mondiale il settore edilizio è responsabile del 40% circa del consumo energetico globale e del 39% delle emissioni di CO2 – di cui l’11% è prodotto da processi produttivi e materiali – il tema della neutralità carbonica degli edifici diventa di primaria importanza.

La seconda giornata ha visto poi lo straordinario contributo dell'architetto di fama internazionale, Benedetta Tagliabue (EMBT Architects) che ha illustrato come tecnologia, riuso, autorialità, circolarità e impatto ambientale possano convivere e, ancora, come bellezza e sostenibilità possano e debbano sapersi coniugare su piccola e grande scala. 

Durante la sessione plenaria conclusiva, è stata Silvia Rovere, Presidente di Assoimmobiliare, a delineare una serie di scenari basati su cifre, dati e numeri che confermano lo stato di rischio, a differenza di altri Paesi europei, del parco edilizio italiano: tra vetustà degli edifici, interventi pubblici latitanti, sostanziale assenza dell'investimento medio in residenziale destinato alla locazione nei Fondi, Silvia Rovere è tornata a chiedere al Governo un pacchetto di strumenti finanziari “per aiutare il patrimonio immobiliare italiano che continua a perdere valore (-15% dal 2010 al 2022)”; durante il dibattito, Filippo Delle Piane (ANCE), dopo aver criticato l’esperienza “emergenziale” del superbonus, ha affermato che “quello che oggi è chiaro è che gli incentivi vadano gestiti meglio […] perché certe cose non si possono fare in tempi così brevi, per poi finire a mettere la polvere sotto il tappeto e dire ‘male che vada pagheremo le sanzioni’”.

A coordinare la sessione, cui ha partecipato anche Marco Pistore della Fondazione Bruno Kessler con un intervento sull’importanza dei dati in una visione previsionale dei fatti, Ezio Micelli: “Ci siamo chiesti come mai con tante eccellenze che hanno calcato il palco di REbuild nelle precedenti edizioni, la trasformazione dell’edilizia non sia ancora realtà. La risposta che ci siamo dati è che si tratta di una scommessa che va affrontata collettivamente. Non c’è infatti innovazione senza un quadro chiaro e condiviso di valori e non c’è innovazione senza sostenibilità. In sintesi l’innovazione è di sistema, oppure non è, in quanto gli obiettivi e la sfida nel suo complesso sono troppo grandi e risultano altrimenti irraggiungibili”. 

“A REbuild emergono con chiarezza mappe e soluzioni per gestire il cambiamento epocale che il settore sta affrontando, attraverso storie, strumenti e protagonisti”, ha affermato Alessandra Albarelli, Direttrice di Riva del Garda Fierecongressi, che sta già guardando e pensando alla prossima edizione del 2024.


GUARDA GLI HIGHLIGHTS DELLA SECONDA GIORNATA 

https://youtube.com/shorts/hin0th81wQQ?feature=share

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SOSTENIBILITA'INNOVAZIONE

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